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L’Eclissi dell’Integrità: Fenomenologia della Ritorsione Organizzativa

Aggiornamento: 15 apr

​Analisi psicologico-clinica del potere di fronte all’accerchiamento della legalità


PREAVVISO - Sono consapevole che la densità di queste pagine possa respingere chi è ormai assuefatto alla velocità compulsiva dei social, a chi consuma i contenuti con un "swipe" distratto o vive nell'attesa frenetica dell'ultimo saldo online o di un biglietto per svendite ai polli. Questo testo non è scritto per chi cerca l'intrattenimento, ma per chi avverte l'urgenza di comprendere una verità scomoda: l'illegalità sistemica si nutre proprio di questa distrazione. I sistemi che prosperano nell'ombra delle Pubbliche Amministrazioni hanno bisogno di menti anestetizzate da futilità e logiche di consumo superficiale. La frammentazione dell'attenzione è il terreno fertile su cui attecchisce l'illegalità; è il "rumore di fondo" che permette ai meccanismi di potere deviato di operare indisturbati: tu giochi e io comando. Chi si impegna per riportare la legalità nelle istituzioni si scontra non solo con il malaffare, ma con un'architettura sociale progettata per annientare la capacità critica. Rivolgo dunque queste riflessioni a chi ha ancora il coraggio di fermarsi e approfondire, a chi rifiuta di farsi complice silenzioso e vuole smontare i complessi ingranaggi che trasformano la pubblica funzione in un feudo privato, protetto dalla ragnatela dell'indifferenza collettiva.

Abstract


Nell’ottobre 2025, osservando il silenzio tombale che avvolgeva illeciti amministrativi di solare evidenza, mi posi un interrogativo che è diventato il cardine di questa indagine: com’è possibile che un intero sistema arrivi a elidere la Legge per proteggere la propria impunità?


Siamo spesso tentati di liquidare le condotte umane con spiegazioni sbrigative e superficiali, riducendole a semplici mancanze individuali. Tuttavia, la mia esperienza ventennale nel counseling, mi suggerisce una verità ben più complessa: ogni azione è l’epifenomeno di un sistema psico-sociale coercitivo.

La percezione del Sé e l’equilibrio degli Stati dell'IO dei singoli attori non sono entità isolate, ma vengono sistematicamente plasmati da condizioni sociali orchestrate.

Ci troviamo di fronte alle dinamiche profonde descritte dall’Analisi Transazionale di Eric Berne e riattualizzate da Sabrina D’Amanti: un teatro di "giochi" psicologici dove la funzione pubblica viene sacrificata sull'altare di dinamiche patologiche.


L’indagine sulla perversione dell'illecito e della ritorsione — intesa non come semplice vendetta, ma come meccanismo di difesa di un organismo infetto — ha trovato la sua chiave di volta definitiva a Dicembre 2025 nel pensiero di Albert Bandura. Attraverso il paradigma del Disimpegno Morale, è stato possibile decodificare i processi cognitivi che permettono ai burocrati di compiere (o tollerare) il male istituzionale continuando, paradossalmente, a percepirsi come individui integri e a "vivere bene".

Matura dunque l'idea di creare uno studio delle personalità, qualcosa che andasse oltre i vestiti firmati e l'ostentazione del potere esteriorizzato,


volevo che l’obiettivo di questo studio non fosse documentare l’immoralità legale — la cui sussistenza è già ampiamente cristallizzata da prove contabili, flussi documentali e messaggistici — bensì indagare i processi psicologici che paralizzano l'agire umano quando la legalità viene percepita come una minaccia all'equilibrio del gruppo.

E' qui che emerge il ruolo del "Richelieu in Gonnella": non una semplice complice, ma l’architetto che per anni ha tessuto una ragnatela di illegalità, manipolando gli Stati dell'IO altrui per garantire la sopravvivenza del suo potere.

L'analisi rivela come questa figura abbia sapientemente trasformato la Pubblica Amministrazione in una corte secentesca, dove il disimpegno morale è la norma e il silenzio è lo strumento di controllo.

Quando nel luglio 2024 il Dirigente Michel de Marillac ha interrotto il circolo vizioso di concussioni e abusi, la ritorsione del "Richelieu" è esplosa in un’attività minatoria scientifica. Non è stato un semplice conflitto, ma un "omicidio professionale" pianificato per eliminare l'unico elemento di disturbo: la legalità.


Quindi mi sono e ci siamo chiesti: Perché nessuno prende posizione di fronte all'evidenza? Forse perché la ragnatela tessuta dalla Richelieu in Gonnella ha reso il silenzio non più una scelta, ma l'unica condizione di sopravvivenza all'interno di un sistema patologico che premia il servilismo e punisce l'integrità?


Veneranda figlia di Zeus è Ate, che tutti acceca,

la maledetta: lei ha piedi morbidi perché non al suolo

s'accosta, ma ecco che cammina sulle teste degli uomini

danneggiando le genti; e l'uno o l'altro irretisce.

(Omero, Iliade, Libro XIX, Versi 91-94)


Insieme a un team multidisciplinare composto da due counselors, uno psicologo del lavoro e un giuslavorista, abbiamo esplorato la "scatola nera" delle dinamiche istituzionali (prendendo in prestito casi simili) per capire cosa scatti realmente in un sistema burocratico quando viene "accerchiato" dalla norma.

Il lavoro delinea il passaggio critico dalla cecità motivata all'aggressione reattiva, descrivendo come un'istituzione possa auto-organizzarsi per espellere l'integrità, trattandola alla stregua di un "agente patogeno" che disturba un'omeostasi basata sulla complicità che è cosa diversa dalla fiducia. Attraverso l'analisi dei meccanismi di difesa collettiva, questo scritto vuole documentare il collasso della resilienza etica e la metamorfosi della burocrazia in uno spietato strumento di "omicidio professionale rituale".



  • 1. Il Sovrano-Guscio alle dipendenze di Richelieu e la Patologia dell'Incompetenza Appresa



Luigi XIII di Francia
Luigi XIII di Francia

Il comportamento del nostro Luigi XIII non può essere compreso senza analizzare il deficit di competenze iniziali definito in psicologia delle organizzazioni come Incompetenza Appresa. Quando un soggetto viene eletto a Re per la prima volta senza una pregressa esperienza della macchina amministrativa, si espone inevitabilmente a una manipolazione simbiotica. In questo scenario, l’affidarsi a chi conosce i meccanismi burocratici sarebbe un atto naturale, purché il mentore possieda un'etica integra.

Richelieu
Richelieu

In questo Regno, però, il "Richelieu in Gonnella" ha operato una colossale operazione di Gatekeeping della Conoscenza, fornendo al Sovrano soluzioni precostituite e occultando la complessità delle norme. Questa strategia ha creato una fiducia senza limiti che ha impedito al RE di maturare un pensiero critico autonomo, mantenendolo in uno stato di minorità intellettuale per garantirne la docilità. Il povero Luigi XIII, divenuto psicologicamente dipendente, ha utilizzato l’inerzia come scudo dell'ignoranza, rifugiandosi in una bolla protetta dove l’incapacità di decodificare la gravità degli illeciti segnalati è stata scambiata per prudenza politica.

Secondo la teoria di Heinz Kohut, quando la segnalazione all'ANAC e alla Corte dei Conti operata dal Dirigente Michel de Marillac ha bucato la bolla dell'ignoranza protetta, Luigi XIII ha esperito un terrore atavico legato alla scoperta della propria inadeguatezza. Lo svuotamento delle funzioni del Dirigente rappresenta il tentativo disperato di eliminare il testimone che ha svelato il "re nudo".

L’aggressione istituzionale nasce dalla paura di chi, per ignoranza, non conosce le regole, e percepisce la loro corretta applicazione come un'imboscata personale anziché come un doveroso atto d'ufficio come stabilito dalla Legge a tutela proprio dell'Ente, infatti:


  • Un Titolare di Posizione Organizzativa che, venendo a conoscenza di un illecito nell'esercizio delle proprie funzioni, omette di segnalarlo o denunciarlo, va incontro a gravi responsabilità di natura penale, disciplinare, amministrativo-contabile e civile.

    Le conseguenze derivano dal mancato rispetto degli obblighi di lealtà, fedeltà e dei doveri di collaborazione sanciti dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici e dal D.lgs. 165/2001 - Testo Unico sul Pubblico Impiego. (1)


E Luigi XIII che fa invece di ringraziare? Innesca un'operazione che dall’inazione passa alla ritorsione; il sistema attua un rigetto immunologico verso la legalità, identificando nel garante Michel de Marillac un agente patogeno da isolare. La ragnatela del silenzio si chiude allora attorno alla verità, trasformando il palazzo in un tribunale inquisitorio dove la norma viene sacrificata sull'altare della sopravvivenza del clan guidato dalla Cardinale in ombra.



  • 2. La Mazzarino in Gonnella e il "Gaslighting" Amministrativo


In questa nostra storia Richelieu e Luigi XIII non muoiono insieme ma Richelieu è costretto a cedere il passo alla nuova Garante della Legalità: la Mazzarino in Gonnella pur rimanendo a palazzo con uno stratagemma.

La figura, scelta da Luigi XIII su consiglio di Richelieu, agisce come operatrice di Gaslighting istituzionale, utilizzando lo strumento del Doppio Legame teorizzato da Bateson.


Mazzarino
Mazzarino

Ella comunica validazione verbale e scritta al Dirigente Michel de Marillac, ammettendo la fondatezza delle sue denunce, ma agisce pragmaticamente per facilitarne l'annientamento professionale anche attraverso la superficiale visione di ulteriori segnalazioni rallentando così ogni eventuale soluzione bonaria.

Questa scissione tra dichiarazioni e fatti genera nella vittima uno stress traumatico volto a destabilizzarne la percezione della realtà.

Scaricando sistematicamente la responsabilità sulle decisioni di Luigi XIII e dei suoi due fidi collaboratori, la Mazzarino in Gonnella elide la propria funzione di garante, offrendo al sistema l’alibi perfetto per non intervenire.

Ella funge da cuscinetto etico, permettendo a Luigi XIII e a Richelieu di procedere con l'esecuzione rituale del Dirigente onesto mentre mantiene una facciata di formale correttezza procedurale. Il suo ruolo è fondamentale per anestetizzare ulteriormente la coscienza collettiva dell'ente, trasformando l'ingiustizia della irresponsabilità in un ineluttabile "processo decisionale collegiale".



  • 3. La Dama di Paglia


Il culmine della patologia organizzativa non risiede tanto nell'aggressione subita dall'integro, quanto nella premiazione dell'inadeguatezza. La figura della Dama di Paglia non è una vittima delle circostanze, ma una complice attiva che, pur avendo confessato le proprie lacune tecniche e procedurali (2), sceglie consapevolmente di barattare la propria dignità professionale con il servilismo.

L'atto finale, orchestrato con la freddezza di un boia dal "Richelieu in Gonnella", vede questa figura ricevere poteri che non le appartengono per merito, ma per "diritto di conquista" su Michel de Marillac.

Sotto il profilo psicologico, l'accettazione dell'incarico non è un atto amministrativo, ma un'adesione intima al male istituzionale. La Dama di Paglia abita le carte di Marillac non come un successore, ma come un occupante abusivo.

La Dama di Paglia
La Dama di Paglia

Per sopravvivere al peso della propria bassezza etica, ella deve attivare il Disimpegno Morale di Bandura nella sua forma più virulenta: la distorsione delle conseguenze.

Ella deve convincersi che il proprio "sì" sia un atto di responsabilità ("Qualcuno doveva pur farlo"), quando in realtà è solo l'urlo del proprio opportunismo. La sua psicologia è quella del parassita che prospera nel vuoto creato dalla ritorsione, trasformando l'ingiustizia subita da Marillac in una "fortuita opportunità di carriera".

L'accettazione di questo ruolo è intrinsecamente inopportuna perché convalida la ritorsione. Ogni giorno che la Dama di Paglia siede su quella sedia, ella firma nuovamente la condanna di Marillac. La sua psicologia è dominata dalla Dissonanza Cognitiva: deve odiare o ridicolizzare l'uomo probo per non dover ammettere a se stessa di essere lo strumento di una vendetta. Ella non ignora l'ingiustizia; la metabolizza e la usa come piedistallo.


  • 4. Il Silenzio del Branco: L’Ostracismo come Difesa


L'isolamento del Branco
L'isolamento del Branco

L'inopportunità etica è aggravata dalla funzione sociale dell'atto: la sua promozione è un segnale pedagogico inviato al "branco dei cortigiani". Il sistema dichiara ufficialmente che la competenza (ampiamente dimostrata carente nel nuovo soggetto) è un valore subordinato alla docilità. La Dama di Paglia diventa così l'ingranaggio necessario affinché la ragnatela di Richelieu possa continuare a operare indisturbata, protetta da una nuova figura di facciata. Il resto dei cortigiani osserva la premiazione dell'usurpatrice e capisce il messaggio: l'onestà viene punita, la complicità viene premiata. Ed è questo che accelera la regressione del gruppo a "branco", dove l'unico valore superstite è l'obbedienza cieca al Re e ai Cardinali che hanno potere di vita o di morte. Sono coscienti che anche loro potrebbero diventare vittime dei tecnicismi legali con i quali Richelieu prima e Mazzarino a seguito distruggono vite umane.



  • 5. ​Conclusioni: L’Anomia come Omeostasi Patologica


​Il sistema analizzato ha raggiunto una stabilità basata sulla "Cecità Etica Organizzata". In questo Regno, la legalità è stata ridefinita come un "disturbo del servizio".


Il Mobbing è un atto inumano
Il Mobbing è un atto inumano

Lo svuotamento delle funzioni non è figlio di una carenza normativa, ma di una sovrabbondanza di cinismo: il potere più o meno occulto ha imparato a usare il linguaggio della legge per elidere la sostanza della legalità.

​Il Dirigente Michel de Marillac non è stato "riorganizzato", ma esiliato in patria. La sua vicenda dimostra che quando un'istituzione si sente braccata dalla verità, non cerca la correzione, ma il silenzio assoluto dei giusti, ottenuto tramite una raffinata e spietata architettura di violenza e tecnicismo burocratico che risponde, finalmente, all'interrogativo del Dicembre 2025:

IL SILENZIO NON E' ASSENZA DI PENSIERO MA L'EFFETTO DELIBERATO DI UN TERRORISMO AMMINITSRATIVO CHE HA TROVATO NEL "RE-OSTAGGIO" LO STRUMENTO PERFETTO PER LA PROPRIA PERPETUAZIONE.

Note:

Nota 1

1. La Qualifica di Pubblico Ufficiale

Il Titolare di P.O. nell'esercizio delle sue funzioni è, per definizione, un Pubblico Ufficiale (Art. 357 c.p.).

  • L'omissione di denuncia (Art. 361 c.p.): Se viene a conoscenza di un reato perseguibile d'ufficio (es. corruzione, turbativa d'asta, falso) e non ne fa rapporto all'Autorità Giudiziaria o ai propri superiori, commette un reato istantaneo.

  • L'omissione di atti d'ufficio (Art. 328 c.p.): Se la segnalazione dell'illecito rientra nei doveri istruttori necessari per la regolarità di un procedimento e viene omessa, si configura il rifiuto o l'omissione di atti d'ufficio.

2. Violazione del D.Lgs. 165/2001 e del Codice di Comportamento

Il Testo Unico sul Pubblico Impiego e il D.P.R. 62/2013 (Codice di Comportamento) impongono obblighi stringenti:

  • Art. 54 bis (Whistleblowing): Sebbene la norma tuteli chi segnala, per un responsabile di area la segnalazione non è solo una facoltà, ma un dovere di vigilanza.

  • Obbligo di fedeltà e collaborazione: L'omissione lede il rapporto di fiducia con l'Amministrazione. Per una P.O., questo comporta quasi certamente la revoca immediata dell'incarico e l'impossibilità di ricevere nuove posizioni organizzative per un determinato periodo.

3. Responsabilità Amministrativo-Contabile (Corte dei Conti)

Se l'illecito non segnalato produce un danno economico all'Ente (es. un pagamento indebito o una penale non applicata), il Titolare di P.O. risponde per omesso controllo.

  • La giurisprudenza della Corte dei Conti è molto severa: il "non poteva non sapere" o il "non ha voluto vedere" configura la colpa grave, rendendo il dipendente personalmente responsabile del risarcimento del danno con il proprio patrimonio.


Nota 2

1. Il Parere di Regolarità Tecnica (Art. 49 TUEL)

Spesso il Titolare di P.O. è colui che materialmente istruisce le delibere e appone il parere di regolarità tecnica.

  • Se il parere viene apposto su un atto che il funzionario sa essere illecito, l'omissione della segnalazione si trasforma in concorso nel reato o in falso ideologico in atto pubblico (Art. 479 c.p.), poiché si attesta falsamente la legittimità di un atto viziato.



Bibliografia Scientifica di Riferimento


  • Berne E. (ed. 1978) Analisi Transazionale e Psicoterapia, Ed. Astrolabio Ubaldini, 1978

  • D'Amante S. (2010). I giochi dell'analisi transazionale, Ed. Xenia, 2010

  • Bandura, A. (1999). Come facciamo del male continuando a vivere bene, Ed. Il Margine 2025

  • Bateson, G. (1972). Verso un'ecologia della mente, Ed. Adelphi 2000

  • ​Festinger, L. (1957). Teoria della dissonanza cognitiva, Ed. Franco Angeli 2009

  • ​Foucault, M. (1975). Sorvegliare e punire, Einaudi 2014

  • Janis, I. L. (1972). Victims of Groupthink. (pdf in italiano www.bv.ipzs.it)

  • ​Kohut, H. (1972). Thoughts on Narcissism and Narcissistic Rage. (pdf in www.mindsplain.com)

  • Meyer, J. W., & Rowan, B. (1977). Institutionalized Organizations: Formal Structure as Myth and Ceremony. (pdf in www.iot.ntnu.no)

  • ​Paulhus, D. L., & Williams, K. M. (2002). The Dark Triad of Personality. (pdf in www.iot.ntnu.no)

  • Staw, B. M. (1976). Con le ginocchia immerse nel fango: uno studio sull'intensificarsi dell'impegno verso una determinata linea d'azione (www.wikipedia.org)

  • Williams, K. D. (2007). Ostracism: The Kiss of Social Death. (pdf in https://compass.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/j.1751-9004.2007.00004.x




 


 
 
 

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