Uno dei modelli più utili per capire come funziona un percorso di counseling è quello descritto da Egan in The skilled helper (Egan, 1990). In cui si distinguono tre fasi:
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L’esplorazione e la chiarificazione dei problemi;
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Lo sviluppo di una nuova comprensione e la considerazione degli obiettivi da raggiungere;
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L’elaborazione e l’attuazione di piani d’azione per raggiungere le finalità desiderate.
Una seduta di counseling inizia con la presentazione (se si tratta del primo colloquio) e la definizione degli obiettivi specifici dell'incontro.
Durante la sessione, il counselor utilizza tecniche di ascolto attivo, empatia e riflessione per esplorare insieme al cliente i suoi pensieri, emozioni e comportamenti, aiutandolo a diventare più consapevole delle proprie difficoltà e risorse.
Nello specifico, Il colloquio prevede le seguenti fasi:
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contatto iniziale;
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esplorazione delle difficoltà;
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identificazione delle soluzioni;
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implementazione delle strategie;
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valutazione dei progressi, con eventuali aggiustamenti agli obiettivi.
Ogni colloquio e ogni percorso di counseling è diverso dagli altri perché dipende in primis dal professionista e dal cliente ma anche da una serie di altri fattori, tra cui, ad esempio, l’orientamento professionale del counselor.