

Massimiliano Catani BIO


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Nasco nel 1967 ad Ascoli Piceno, una città incastrata fiumi e montagne e che vede lo sfogo solo ad est, verso il Mar Adriatico. Fin da piccolo, ho sempre guardato le montagne con un misto di curiosità e rispetto. Erano lì, imponenti e silenziose, custodi di segreti e di panorami infiniti. Poi un giorno ho deciso di avvicinarmi, di mettere uno zaino in spalla e scoprire cosa significasse davvero salire. Passo dopo passo ho cominciato a salire sul Colle San Marco, poi sulla Montagna dei Fiori fino all'età di 16 anni quando, falsificando la firma di mia madre, mi iscrissi al Trekking del Gran Sasso organizzato dalla Sezione del Club Alpino Italiano della mia città.
Da lì, ogni sentiero è diventato una lezione di vita: la fatica delle salite, la meraviglia di un panorama inaspettato, il respiro profondo dell’aria pura. Ho imparato che la montagna non regala nulla, ma restituisce tutto: la determinazione, la pazienza, il coraggio di superare i propri limiti.
Questa scoperta mi ha cambiato, insegnandomi a vivere il presente e ad ascoltare il silenzio. La montagna è diventata la mia guida, un luogo dove ritrovo me stesso e dove ogni angolo raggiunto è solo l’inizio di una nuova avventura emotiva.
Diplomato come Dirigente di Comunità, ho iniziato a lavorare nel mondo dell'Alpinismo come disgaggiatore per poi orientarmi verso i sondaggi geognostici dei terreni. Oggi lavoro come tecnico delle perforazioni e dei sondaggi per indagini geotecniche.

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Inizia così, nel 1983, la scoperta dell'escursionismo, quello serio, e poi dell'arrampicata con il mio amico Fabiano, dello sci-alpinismo, della piolet-traction sulle cascate di ghiaccio. Insomma sono anni bellissimi che mi portano a diventare Responsabile dell'Alpinismo Giovanile del C.A.I. Ascoli. Per dieci anni organizziamo escursioni e corsi per ragazzi che terminano con un accantonamento estivo, spesso in posti inaccessibili alle auto. Accompagnare i giovani alla scoperta dell’ambiente montano non è solo trasmettere tecniche di progressione o nozioni di sicurezza, ma è soprattutto insegnare loro a rispettare la natura, a conoscere i propri limiti e a trovare la forza per superarli.
Ho visto ragazzi affrontare la loro prima esperienza con il timore negli occhi e poi illuminarli di gioia una volta in cima. Ho ascoltato le loro risate intorno a un fuoco e i loro silenzi pieni di emozione davanti a un’alba a 3000 metri.
Questo periodo è stato un capitolo fondamentale della mia vita, un’esperienza che mi ha insegnato il valore della condivisione, della responsabilità e della crescita attraverso la montagna.
Intorno ai 20 anni, nel bel mezzo del mio percorso tra vette, bambini e sentieri, ho scoperto un’altra montagna da esplorare: la psicologia. Fino a quel momento, pensavo che la vera forza fosse nei muscoli che spingevano in salita, nella resistenza al freddo e alla fatica. Ma poi ho capito che esiste un’altra forma di forza, forse ancora più potente: quella della mente e della comunicazione.
L’incontro con la COMUNICAZIONE è stato come aprire una nuova via su una parete sconosciuta. Ho iniziato a comprendere quanto le emozioni, le parole e l’ascolto possano influenzare le persone, aiutandole a superare le loro difficoltà, proprio come una buona guida aiuta un alpinista inesperto a trovare il giusto appiglio.
La comunicazione empatica mi ha insegnato che ascoltare davvero qualcuno significa esserci, senza giudizio, con una presenza autentica. Ho imparato che le parole possono essere come una corda di sicurezza: possono dare sostegno, rassicurare, creare connessioni profonde.
Questa nuova consapevolezza ha cambiato il mio modo di vivere le relazioni, di accompagnare i giovani in montagna, di affrontare le sfide quotidiane. Se la montagna mi aveva insegnato il valore del silenzio, la comunicazione mi ha mostrato la forza della parola giusta al momento giusto.
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Da quel momento, il mio cammino ha preso una nuova direzione, intrecciando la passione per la natura con il desiderio di comprendere e aiutare le persone a trovare la loro strada, sia sui sentieri di montagna che su quelli della vita.
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Negli anni successivi studio, inizialmente da autodidatta aiutato da amici psicologi, counselor ed esperti della PNL, la comunicazione, la psicologia. Grazie a loro scopro il pensiero filosofico del benessere scoprendo, con Socrate, la bellezza di essere distante dall'inutile e, soprattutto, ripetendomi una delle sue frasi:
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"So solo di non sapere"
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Diventa il mio mantra, lo stimolo potente verso la conoscenza e la curiosità. Questo aspetto mi porta a frequentare un Master in Counseling e, di seguito, di Programmazione Neuro Linguistica che mi indirizzano definitivamente verso la passione per le neuro-scienze. Durante la formazione, ho approfondito tematiche come l’ascolto attivo, le dinamiche relazionali e le tecniche di intervento.
Ho svolto tirocini e supervisioni che mi hanno permesso di applicare le conoscenze acquisite in contesti reali, affinando le mie competenze e sviluppando una maggiore consapevolezza professionale.
Oggi mi sto ponendo un nuovo focus: "Integrare la mia esperienza dell’alpinismo giovanile, dell'alpinismo e dell'escursionismo, con le competenze acquisite nel Counseling e nella Programmazione Neuro Linguistica".
Questo connubio mi ha consentito di pensare il "Progetto Praxis" che si propone di offrire a chiunque senta la necessità di crescere, un sostegno completo, in grado di supportare le persone a superare le proprie sfide quotidiane, attraverso l'escursionismo finalizzato alla conoscenza del Sé e del Sé nella società attraverso relazioni sane, empatiche e di fiducia.
Cosa propongo
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